Blog

Pink background with black cursive text that says "Sentiero Botanico" and a small leaf illustration below the text.
Calm ocean water stretches to the horizon under a clear, light blue sky.

“La salute nasce quando il Qi scorre libero come il vento tra le montagne: né troppo veloce, né troppo lento, ma in ritmo con la vita.”

Night sky with the moon partially visible.

Huangdi Neijing

“Chi segue il ritmo delle stagioni, vive in armonia con il Cielo e la Terra.
L’energia non si disperde, ma scorre come un fiume che conosce la sua strada.”

Articoli


naturopatia, olistica, medicina cinese Roberta Morandi naturopatia, olistica, medicina cinese Roberta Morandi

Quando il tuo ciclo diventa bussola

Seguire la propria ciclicità significa smettere di pretendere da sé la costanza di un sistema che non ci rappresenta. Significa permettersi di cambiare, di respirare, di lasciare che il corpo guidi il ritmo del lavoro anziché subirlo.


Una mappa interiore che orienta le tue scelte.

Per anni abbiamo imparato a ignorare la nostra ciclicità, per abituarci a una costanza che non ci appartiene. Ci hanno insegnato che per essere affidabili dovevamo essere lineari, che per essere professionali dovevamo funzionare allo stesso modo ogni giorno. Ma la verità è che la nostra natura non è una linea retta: è un’onda che si rinnova. E non è un limite.

È una bussola.

La ciclicità è un sistema intelligente che intreccia ormoni, emozioni, intuizioni e capacità mentali. Il modo in cui pensiamo, creiamo, comunichiamo e ci concentriamo non resta identico per tutto il mese. Cambia. Si modula. Si trasforma. Ci sono giorni in cui siamo estroverse, magnetiche, luminose; giorni in cui la mente si affina e vede dettagli che prima ci sfuggivano; giorni in cui sentiamo il bisogno di chiuderci, ascoltarci, lasciar sedimentare. Questo movimento non è un ostacolo alla produttività: è la chiave per ritrovarla.

Quando iniziamo ad ascoltare il ciclo, o semplicemente i movimenti energetici interni, anche per chi vive la menopausa o non ha un mestruo regolare, scopriamo che esiste un tempo perfetto per ogni cosa. C’è un momento ideale per iniziare e un momento per terminare, un momento per mostrarsi e un momento per custodire. E riconoscere questo semplice ordine naturale cambia tutto.

Ogni fase porta un talento. Quando impariamo a usarli invece di combatterli, il lavoro diventa più fluido, più efficace e sorprendentemente più naturale. Non è più necessario sforzarsi per essere sempre performanti, né sentirsi in colpa quando l’energia cala. Semplicemente riconosciamo che c’è un tempo per ogni cosa, e che ogni tempo ha il suo valore.

Seguire la propria ciclicità significa smettere di pretendere da sé la costanza di un sistema che non ci rappresenta.

Significa permettersi di cambiare, di respirare, di lasciare che il corpo guidi il ritmo del lavoro anziché subirlo.

Significa accettare che non siamo macchine, ma creature cicliche, vive e in continuo cambiamento. E che proprio in questo risiede il nostro potere.

Quando una donna inizia a lavorare seguendo la propria bussola interiore, accade qualcosa di semplice e rivoluzionario. Il ciclo non ti rende imprevedibile. Ti rende autentica. Ti dà accesso a modalità diverse di pensare, creare, produrre e vivere. Non è una debolezza da correggere, ma una guida da seguire. E quando incominci ad ascoltarlo davvero, scopri che dentro di te c’è un ritmo che sa sempre dove andare.

E allora il ciclo diventa un riferimento naturale, una mappa interiore che orienta le tue scelte. Ti ricorda la tua direzione. Il lavoro torna così ad accordarsi con te, invece di chiederti di essere altro.

Roberta | Sentiero Botanico

Read More
naturopatia, olistica, medicina cinese Roberta Morandi naturopatia, olistica, medicina cinese Roberta Morandi

Lo Yin, il Sangue e la Luna

L’Incantatrice cammina con la Luna: sa che ogni fase porta con sé un nuovo incantesimo.

L’Incantatrice cammina con la Luna: sa che ogni fase porta con sé un nuovo incantesimo.

C’è un ritmo che abita il corpo della donna, che non appartiene al tempo lineare ma a un ciclo continuo e antico.
È un movimento sottile, un’onda che si ritira e ritorna, che parla la lingua della luna.
È lo yin che scorre, la corrente silenziosa che nutre, accoglie e custodisce.
A esso appartiene il sangue, testimone della nostra ciclicità e della nostra capacità di rinascere.
Il sangue è la memoria della donna.
Porta con sé la storia delle madri e delle figlie, come un filo rosso che tesse la nostra identità, che ci ricorda la sacralità del corpo e la sua connessione con il mistero.
Ogni flusso è un atto di purificazione, un piccolo rito di ritorno a sé.

Lo yin è la forza che ci insegna a fermarci, è il buio fertile in cui i semi si preparano a germogliare.
Ci invita a riscoprire la bellezza della luna e della notte, a ballare sotto quel cielo, insieme alle voci silenziose delle nostre antenate.
Ci ricorda che non tutto va illuminato, che c’è saggezza nel non sapere e che la vita ha bisogno di pause per potersi compiere.

Il sangue va rispettato, nutrito, onorato.
Quando la donna impara ad ascoltare il ritmo del suo sangue, ritrova il suo potere ciclico: comprende che ogni fase ha la sua bellezza e la sua necessità.

Dentro la donna si intrecciano molte essenze primordiali, gli archetipi; danzano in lei seguendo il ritmo del sangue e della luna.
Si muovono silenziose le voci della Fanciulla, della Madre, dell’Incantatrice e della Saggia.
Sono presenze antiche, energie che si alternano e si intrecciano, donandoci la possibilità di essere ogni volta nuove e diverse.

La Fanciulla abita la primavera.
È il risveglio, la curiosità che apre lo sguardo, la fiducia che nasce dopo il buio.
Vive nei giorni che seguono il sangue, quando il mondo interiore torna a germogliare e il cuore si riempie di desideri.

Poi la Madre prende forma: è colei che nutre, dona e crea.
Non solo chi genera figli, ma ogni volta che mettiamo amore in ciò che facciamo, quando proteggiamo, sosteniamo, accogliamo.
La Madre è la luna piena, fertile di idee, generosa e compassionevole.
È la forza che sa trasformare la vita con la cura.

Quando la luce comincia a ritirarsi, giunge l’Incantatrice, la Donna Selvaggia.
È il tempo del discernimento. In lei la sensibilità si fa più acuta, l’intuizione si amplifica, la voce interiore diventa limpida.
L’Incantatrice è colei che non teme la trasformazione, che lascia andare ciò che non serve, che si prepara al buio come a un ritorno sacro.
È la magia che nasce dalla forza che si trova nella resa.

E infine, quando il sangue scorre, appare la Saggia, la Custode del silenzio.
È la luna nuova, la notte interiore, il tempo del raccoglimento e dell’ascolto profondo.
In lei riposa tutta la saggezza del femminile.
È la custode del mistero, quella che sa che ogni fine è solo un nuovo inizio.

Questi archetipi non vivono separati, ma si intrecciano dentro di noi come le stagioni della terra.
A volte una prevale, a volte si mescolano.
Accoglierli significa riconoscere la propria ciclicità, onorare il continuo nascere e morire che avviene dentro di noi, accettare di essere in costante mutamento.
Essere donna è questo: ascoltare le voci interiori che si alternano e imparare a danzare con loro, invece di opporvisi.
È accettare di essere mutevoli come l’acqua, profonde come la notte, fertili come la terra.
È ricordare che in ogni fase, anche la più silenziosa, batte il ritmo antico che unisce tutte le donne di ogni tempo.

Roberta | Sentiero Botanico

Read More