La saggezza della Natura

Siamo come un albero che perde le sue foglie in Primavera

L’uomo, pur di essere prestante e di non dover deludere le aspettative degli altri, va contro il proprio corpo. Colui che rende possibile l’intera esistenza e ogni esperienza, in questo tempo a noi limitato. Ci siamo allontanati dalla Natura come se non ne facessimo parte e abbiamo creato dei ritmi disfunzionali che scandiscono così le nostre giornate.

Immaginate un albero che si sente superiore alla Natura e decide di non perdere le sue foglie in autunno. Se ogni altro essere iniziasse a fare la stessa cosa, ne scaturirebbe solo il caos.
Ogni essere vive in relazione costante e simbiotica con il macrocosmo, relazione che noi sembriamo aver dimenticato. Mangiamo frutta fuori stagione in qualsiasi momento dell’anno, nel tepore delle nostre dimore gustiamo il gelato in pieno inverno e corriamo nelle nostre vite frenetiche e “cool” come se fosse sempre primavera.

Sembra che l’uomo si sia dimenticato le sue radici.

La Natura non conosce l’eterna primavera. Esiste un tempo per espandersi e uno per ritirarsi, un tempo per mostrarsi e uno per custodirsi. Forzare questo equilibrio significa consumare lentamente le proprie risorse interiori.

Vivere disallineati dai ritmi naturali non è senza conseguenze. Così come un albero che non lascia cadere le foglie si indebolisce, anche l’essere umano che non rispetta i propri cicli perde progressivamente radicamento, vitalità e chiarezza.

Tornare alla saggezza della Natura non significa rinunciare al progresso, ma ricordare che siamo parte di un ordine più grande. Un ordine che ci invita a rallentare, a osservare, a riconoscere il valore del tempo. C’è un atto di profonda guarigione nel tornare di nuovo a vivere secondo natura e ascoltando il proprio corpo.

Roberta | Sentiero Botanico

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